Giornata Mondiale degli Oceani

Giugno non è solo il mese dell’Ambiente e dell’estate  ma è anche il mese dedicato agli Oceani. L’8 Giugno, infatti, è la Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dalle Nazioni Unite nel 1922, in occasione del vertice sull’ambiente a Rio de Janeiro. Una giornata a tutela e a protezione delle distese d’acqua che rendono il nostro pianeta di color “blu”, una giornata che celebra le risorse della terra e lavora per un futuro migliore, per tutti.

È nell’oceano che la vita ha avuto inizio, e senza gli oceani potrebbe cessare. Perché mare significa vita, e non solo per l’enorme biodiversità che lo abita, ma anche perché gli oceani regolano il clima, forniscono sostentamento, cibo e lavoro a 800 milioni di persone ogni anno, e producono la maggior parte dell’ossigeno che respiriamo (circa il 70%, praticamente uno su cinque dei nostri respiri).

Eppure la consapevolezza circa l’importanza che gli oceani hanno per la nostra vita sembra essere appannata da uno sfruttamento indiscriminato di queste preziose risorse, e da un’indifferenza che fa sì che ogni anno vengano riversate in mare tra gli 8 e 10 milioni di tonnellate di spazzatura. Di questi rifiuti, la maggior parte è fatta di plastica, che non solo si scinde in microplastiche invisibili che inquinano irrimediabilmente gli oceani, ma causano la morte di uccelli e mammiferi marini. 
Il tema della Giornata degli oceani 2018 è, appunto, la plastica: l'obiettivo è di prevenire l’inquinamento della plastica, sviluppando soluzioni che portino ad un oceano sano e non inquinato. 
Tristemente celebri, così in contrasto con l’immagine delle acque chiare e cristalline che ci piace vedere quando immaginiamo il mare, sono i brutali scatti della “Great Pacific Garbage Patch”, o “l’isola di plastica nell’oceano pacifico”. Si tratta di un ammasso di spazzatura galleggiante prodotto dalle correnti, che ha concentrato un quantitativo sconfinato di rifiuti a metà strada tra la California e le Hawaii.  
Ma non tutto è perduto, perché sono molte le iniziative globali a testimonianza di una presa di coscienza collettiva, di un impegno serio e costante nella tutela degli oceani: cambiare e migliorare è effettivamente possibile. In primo luogo riducendo i rifiuti, limitando i consumi di CO2, responsabile del surriscaldamento globale, e dell'acidità dei mari, a discapito di specie come i coralli. Ancora, istituendo aree marine protette, riserve naturali al riparo dall’impatto dell’uomo, dove la biodiversità prospera. Anche puntare sulla pesca sostenibile vuol dire proteggere gli oceani, combattendo quella illegale, e senza sovrasfruttare le risorse ittiche. Cambiare dunque non solo è possibile, ma doveroso, e se la Giornata Mondiale degli Oceani è un modo per portare all’attenzione pubblica e dei governi tematiche così importanti, è solo uno su 365 giorni. Prendersi cura del pianeta ogni giorno, tutti i giorni, adottare uno stile di vita sostenibile e anzi, scegliere la sostenibilità come stile di vita, è l’unica strada da percorrere per chi ama la vita.