Oceano, fonte di vita!

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Sono americani i due surfisti che hanno fondato il gruppo 4Ocean, un’iniziativa che vede la partecipazione di centinaia di volontari, coinvolgendo 20 stati in tutto il mondo.
E sempre dall’America arriva una giornata che vogliamo portare alla vostra attenzione, perché è sempre un buon momento per parlare del nostro pianeta e per mettere la parola sostenibilità al centro delle nostre riflessioni.

Si tratta del #MotherOceanDay, una giornata dedicata a celebrare l’acqua come fonte e culla della vita. Un momento per rispettare questa forza vitale e meravigliosa.
Il mare è misterioso e affascinante, ma per molti di noi rimane lontano, relegato allo schermo della televisione o del telefonino, dietro il quale si agitano forme e colori mai visti, fondali brulicanti di vita e acque cristalline di luoghi lontani.
Il mare è lo sfondo di una foto ricordo, teatro di una giornata felice di vacanza, motivo di spavento, quella volta che c’era corrente…

Ma l’oceano è davvero la vita. Non solo un luogo, una meta, un intrattenimento, uno spettacolo della natura. L’oceano è così strettamente connesso alla nostra esistenza, nostra, anche di chi abita i città, il pesce non lo mangia mai e a volte non ha nemmeno tempo per vederlo, il mare. L’oceano è connesso ad ogni cosa perché ogni cosa, sulla Terra, funziona come un sistema interconnesso in cui ogni parte dipende da un’altra, e così via, in uno schema circolare in cui tutto ritorna al mittente.
Se gli oceani sono pieni di plastica, è un nostro problema. Anche se vivessimo sul cucuzzolo di una montagna.

Oggi, finalmente, qualcosa sta cambiando. Per la prima volta abbiamo i mezzi e gli strumenti per accorgerci appieno del nostro impatto sul pianeta, e per far sì che questo stesso impatto venga limitato. Abbiamo i mezzi e gli strumenti per prenderci cura della terra, degli oceani, dei mari e anche della nostra salute, perché un pianeta sano ci mantiene sani.

Pensateci: che effetto vi fa sapere che in mezzo all’oceano pacifico si trova un’enorme isola galleggiante di…rifiuti? Si chiama Great Pacific Garbage Patch, composta da rifiuti che sono al 99% di plastica.
Questo è il motivo per cui bisogna restare concentrati sull’obiettivo: ripulire il pianeta e soprattutto fermare l’inquinamento.
Veniamo dunque allebuone notizie, per darci la carica!
Nel 2015 abbiamo assistito al sovrapprezzo sulle borse di plastica, che è bastato a ridurre drasticamente l’utilizzo delle borse di plastica monouso in un solo anno!

Grazie a documentari come Blue Planet II e ai sempre più numerosi video di animali marini alle prese con oggetti di plastica, feriti, intrappolati, o curati in seguito all’ingestione di plastica, la nostra sensibilità è cresciuta e il problema della plastica è finito all’attenzione del mondo intero.
Un’ondata di cambiamenti che ha investito anche molte delle principali catene di bar e ristoranti famose in tutto il mondo, come McDonald’s, Wetherspoons e Frankie and Benny’s, che propongono alternative alla cannucce di plastica e testano le alternative.

Società come Coca-Cola, Asda e Marks and Spencer hanno aderito al Plastics Pact brittanico, un accordo tra governo e aziende: si sono cioè impegnate a ridurre l’inquinamento plastico nei prossimi 7 anni, e alcune aziende mirano a rendere il 100% degli imballaggi in plastica riutilizzabili, riciclabili o compostabili.
E noi, piccoli e comuni cittadini, come possiamo intervenire sulla riduzione di plastica? La risposta è semplice: smettere di sprecare e prendere sul serio il riciclaggio.

Sostenere le campagne di conservazione come 4Ocean, impegnarsi attivamente nella rimozione della plastica dalle aree urbane. Non esiste un pianeta B, e prendersi cura del nostro è l’unica soluzione possibile, a portata di mano e semplice quanto gettare la plastica nella differenziata. Anzi, quanto sostituire la plastica con il vetro, quanto scegliere di non acquistare cibo in imballaggi di plastica, semplice come apportare piccole modifiche al nostro stile di vita rinunciando a qualche comodità, ma facendo significativamente la differenza. Per la nostra madre terra!