Dalla salsedine al sale: le grotte di sale più belle in Europa

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Il sale fa male! Ormai è un dogma a cui siamo abituati. Stigmatizzato come pessimo compagno di salute e forma fisica, in realtà anche il sale può essere un alleato del nostro benessere, perché “in medio stat virtus”, perché il nostro organismo non può privarsi del sale per essere in salute, perché fa bene alla pelle e perché fa bene agli occhi. Sì, perché l’avete mai visitata una grotta di sale? A conferma del fatto che c’è un mondo da scoprire, oggi perdiamoci tra le spettacolari grotte e miniere di sale in tutto il mondo!

Iniziamo con la miniera di sale Wieliczka, in Polonia: quasi 3 chilometri di corridori serpeggianti a 135 metri di profondità, visitato da oltre 45 milioni di turisti. Una testimonianza sorprendente del duro lavoro dell’uomo, che ha scolpito nella dura roccia salina una laboriosa struttura architettonica.
Grazie alle visite guidate è possibile scoprire i miti e le leggende dietro questo sito, tra cui la leggenda sulla principessa Kinga, alla quale la terra polacca dovrebbe la sua ricchezza salina, secondo il sentire popolare.
 All’interno della miniera è anche presente una bellissima cappella dedicata proprio a questa sovrana, un luogo di quiete dove i visitatori possono assistere al meraviglioso spettacolo offerto dalle acque placide della riva di uno dei laghi salini.

In Spagna, il Parco Culturale della Montagna di sale di Cadorna regala lo spettacolo insolito di centinaia di stalagmiti e stalattiti di sale, originatosi quasi 30 milioni di anni. L’ evaporazione dell’acqua salata, quando per i moti tellurici il Mar Mediterraneo si chiuse fino a evaporare, 5 milioni di anni fa, ha creato la formazione di depositi che esistono ancora oggi. Uno spettacolo da non perdere!

Se amate il sole caldo, le acque cristalline e l’incantevole bellezza di luoghi senza tempo, è d’obbligo una visita alla Sardegna, terra di tradizioni e di… saline. Le località sono tantissime, ma la più antica si trova nella laguna di Santa Giulia, vicino a Cagliari, oggi sito di Archeologia industriale, immersa in un’oasi naturale  che ospita fenicotteri e falchi pescatori. Un mondo da scoprire attraverso un prodotto tanto prezioso che un tempo era chiamato “oro bianco”. E tanto utile che il termine “salario” deriva direttamente dai tempi in cui il sale era un bene inestimabile, tanto che lo stipendio dei soldati romani era composto da sacchi di sale!