Festival delle Rose

La rosa, fiore molto amato, dall’essenza di pulito e con un significato ben preciso per ogni colore: rosa rossa significa amore; la rosa gialla vuol dire gelosia; la rosa di color rosa significa amicizia e la rosa bianca significa innocenza. La rosa è una fortissima tradizione in Marocco, forse una delle più raffinate, che si svolge da anni nella seconda metà di maggio (quest’anno per l’esattezza dal 25 maggio al 9 giugno) nella città di Kelaa M’Gouna, la “capitale delle rose”. Il Festival delle Rose arricchisce questa cittadina di festeggiamenti tra cui le esibizioni di gruppi folkloristici, danzatori e musicisti, l'elezione di Miss Rose, le bancarelle di venditori artigianali provenienti da tutta la regione. Una regione che si trova fra Ouarzazate e Boumalne du Dadès, a circa 250 km da Marrakech, e che deve la sua gloria alla coltivazione della “rosa damaschina”, piccolo e profumato fiore, a cui è dedicata la festa.
La vallata in cui cresce rigogliosa questa rosa rappresenta uno dei principali siti turistici del Marocco, affascinante per il verde che appaga lo sguardo, è irrigata dal fiume Asif M'Goun, che nasce dal Massiccio del M'Goun a 4.071m.
La tradizione fa risalire l’inizio della coltivazione di queste rose ai pellegrini di ritorno dalla Mecca, e in effetti si tratta di un fiore proveniente dalla zona di Damasco.
La “rosa damaschina” si caratterizza per la fioritura tra aprile e maggio, il color rosa acceso e il profumo intensissimo. Qui queste rose hanno trovato il loro habitat d’elezione proprio tra le siepi fitte, disseminate lungo le rive del fiume che attraversa la vallata, tra una terra di colore rosso acceso e il verde smeraldo della natura che caratterizza questo paesaggio. In grado di resistere sia al freddo invernale che alla siccità di questi luoghi, le siepi di rose sono state utilizzate per decenni dai berberi come protezione dei loro campi (in particolare dagli animali).
Fu soltanto negli anni Trenta del secolo scorso che alcuni profumieri francesi scoprirono questo tesoro impiantandovi poi alcune fabbriche per la produzione di olii ed essenze.
Simbolo di ospitalità e di purezza, la rosa viene offerta agli invitati prima e dopo il pranzo e l’acqua di rose che si ricava dal fiore viene utilizzata per le abluzioni.
Per mantenere le caratteristiche organolettiche del fiore, la “rosa damaschina” viene raccolta nelle prime ore del mattino o subito dopo il tramonto, quando il bocciolo è semichiuso. E sono soprattutto le donne ad occuparsi di questa delicata fase, selezionando poi i petali da essiccare (e diventare pot-pourri) e quelli che si trasformeranno in essenze e olii per la profumeria.
La rosa è presente nelle composizioni di moltissimi profumi. Quella damaschina si trova però solo in alcuni, estremamente preziosi, poiché si tratta di una delle essenze più costose e più irresistibili: citiamo quindi Chanel n°5, Ce soir ou jamais di Goutal Paris, Acqua Nobile di Rosa di Acqua di Parma.
Anche la città di Marrakech, così come alcune altre della regione, sono coinvolte a maggio in questo suggestivo spettacolo: qui ad esempio, tra le vie della cosiddetta città rossa, è possibile sorseggiare per tutto il mese un profumatissimo tè alla “rosa damaschina”.