Il mulinello

A volte, l’acqua si racconta con… un buco nell’acqua! Giochi di parole a parte, è proprio di un buco nell’acqua che stiamo parlando. Avete mai visto un mulinello? Tecnicamente è un corpo d’acqua rotante prodotto da correnti opposte, o che si genera quando una corrente incontra un ostacolo, e che alla vista assomiglia a un buco nero sulla superficie dell’acqua. I piccoli vortici si formano anche nel lavandino, li avete mai visti? O nella vasca da bagno, quando svuotiamo la vasca. Il principio è lo stesso. In natura vengono chiamati vortici, si formano in mari, fiumi e oceani.

Spesso i vortici sono causati dalle maree: sono molte le leggende di navi risucchiati da vortici, ma la verità è che solo le imbarcazioni più piccole possono essere effettivamente a rischio, e solo se si è in presenza di un vortice molto potente.

Vi abbiamo parlato delle cascate, menzionando le cascate del Niagara e l’immensa forza del fiume. Sotto le cascate appaiono diversi vortici osservabili dai punti panoramici. Ma l’acqua si racconta in tutto il mondo, e se è vero che i mulinelli possono formarsi in modo repentino ed improvviso per poi dissolversi dopo qualche minuto, alcuni vortici in certe zone del pianeta si manifestano regolarmente, ad opera di correnti importanti o per effetto delle maree.

È il caso del vortice Saltstraumen, il più grande vortice della terra. Si trova vicino al Circolo Polare Artico, a sud est della città di Bodo, in Norvegia. Pensate che può raggiungere i dieci metri di diametro! La navigazione in questo tratto è pericolosa, solo un piccolo segmento è percorribile a determinati orari dalle grandi navi.

Sempre in Norvegia, al largo delle isole Lofoten, si forma un secondo gruppo di vortici, secondi come forza solo al Saltstraumen. La causa è ancora una volta dovuta alla combinazione micidiale delle potenti maree diurne e della conformazione del fondale marino, con una costa poco profonda che fa girare le correnti di marea. Pensate che questo enorme vortice ha influenzato le menti di artisti come Edgar Allan Poe, Jules Verne, che lo descrivono come un gigantesco vortice circolare che raggiunge il fondo dell’oceano. Poe addirittura descrisse il fenomeno nel suo racconto “A Descent into the Maelstrom”, la discesa nel vortice, e nel 1841 fu il primo ad utilizzare la parola “maelstrom” in lingua inglese.

Infine, il Corryvreckan, uno stretto canale tra le isole del Giura e di Scarba, sul lato settentrionale del Golfo di Corryvreckan, Scozia. È il terzo vortice più grande, e può far agitare le acque del golfo con onde alte fino a 9 metri.
La forza impressionante dell’acqua è stata confermata (in caso ci fossero dubbi) da una squadra di documentaristi impegnata a girare un documentario per la Northlight Productions, che lanciò un manichino nel vortice del Corryvreckan con un giubbotto di salvataggio e un misuratore di profondità. Il manichino è stato inghiottito e sputato lontano, raggiungendo una profondità di… 262 metri!

Anche in Giappone, nello stretto di Naruto, si formano mulinelli vicino all’isola di Awaji, con una velocità della corrente di 26 km/h, non esattamente poco! La forza impressionante della natura è spesso stata al centro di racconti mitologici e leggende fin dai tempi antichi.
Secondo le testimonianze dello storico greco Pytheas, i mulinelli erano soliti ingoiare le navi di sfortunati marinai, e il mostro Charybidis della mitologia greca fu in seguito razionalizzato come un mulinello. E che dire di Cariddi, mostro che, insieme a Scilla, infestava lo Stretto di Messina nell’Odissea? Altro non era che un gigantesco gorgo.

Di fronte alla potenza dell’acqua l’uomo ha sempre cercato una giustificazione fantastica, nel tentativo di dare una spiegazione a un fenomeno misterioso. Oggi sappiamo che il mulinello, trasformatosi in fenomeno naturale perfettamente spiegabile, è uno dei tanti e meravigliosi modi in cui l’acqua si racconta a noi.