La neve

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Ancora una volta l’acqua si racconta con il freddo pungente di un fiocco di neve sulla punta del naso. 
La neve è affascinante per definizione: una moltitudine di cristalli di ghiaccio con una simmetria esagonale di base, ma ognuno diverso dall’altro e aggregati tra loro in maniera casuale, a formare i fiocchi di neve.  Una sorta di condensazione tra ordine e caos, che a pensarci è una bella metafora della nostra quotidianità. E da sempre la neve ci affascina, quando imbianca il paesaggio e lo trasforma in un modo del tutto nuovo, e cambia depositandosi sulle forme dell’orizzonte che conosciamo così bene. E il cambiamento, quando nevica, non è solo intorno a noi ma anche dentro, perché la neve ci fa bene. Il bianco induce calma e rilassamento, richiama alla mente ordine e pulizia, e fa pulizia. Perché? Perché la neve pulisce l’aria, assorbendo gli agenti tossici e inquinanti presenti. Questo, di contro, è anche il motivo per cui sarebbe meglio non mangiare la neve depositata al suolo, perché significa che ha già assorbito sostanze inquinanti, e  che continua a farlo anche una volta che si è compattata. Vi siete accorti che diventa nera? Se proprio non resistete alla tentazione di mangiare una manciata di neve fatelo quando è appena scesa, prima che i batteri e gli agenti inquinanti si moltiplichino.  Oppure guardate il cielo, allargate le braccia e cercate di acchiappare al volo i fiocchi che precipitano, per il gusto di ascoltare l’acqua che, in questi momenti, ci parla di infanzia e leggerezza. Momenti in cui la neve riesce ancora a regalarci un mistero e un incanto, celebrati persino dalla penna del grande  Umberto Saba, nella poesia “Fior di neve”: 

Dal cielo tutti gli angeli/videro i campi brulli/senza fronde né fiori/e lessero nel cuore dei fanciulli/che amano le cose bianche./scossero le ali stanche di volare/e allora discese lieve lieve/la fiorita neve.”