La pioggia, tanto amata tanto odiata!

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Vero e proprio incubo per i vetri, il traffico, le gite in bicicletta ma amata dalle scarpe dei bambini che si buttano nelle pozzanghere e dalla terra secca: la pioggia è un vero e proprio miracolo della natura. 

Il ciclo dell'acqua, o anche ciclo idrologico, è un processo che prevede il cambiamento di fasi della preziosa risorsa, in quelle che sono conosciute anche come fasi di evaporazione, condensazione, precipitazione e infiltrazione.

È il Sole il principale attore che, con l'energia inviata sul pianeta sotto forma di raggi solari, innesca il primo cambiamento di fase dell'acqua: dai mari, oceani e fiumi l'acqua subisce l'evaporazione, formando appunto vapore e risalendo negli strati alti dell'atmosfera, perché più leggera.

Qui si ha la seconda fase del ciclo dell'acqua: il vapore salendo si raffredda e perde parte della sua energia, trasformandosi nuovamente; è questa la fase della condensazione, ovvero il momento in cui si formano le nubi. Queste contribuiscono a filtrare parte della luce solare, a catturare particelle di polvere e altri detriti che naturalmente si trovano in atmosfera.

A questo punto iniziano a formarsi le piccole gocce di pioggia: più molecole di H2O si uniscono tra loro a formare molecole più grandi. Ma perché si formi la pioggia è necessario che l'acqua si mescoli a particelle di polvere, così da aumentare di peso e dimensione. Crescendo fino a circa 1 millimetro la goccia di pioggia è abbastanza pesante per lasciarsi vincere dalla forza di gravità. Ecco la precipitazione, che andrà ad infiltrarsi nel terreno e a scorrere lungo torrenti e fiumi, anche sotterranei, come le falde acquifere, da cui l'uomo prende l'acqua necessaria alle attività quotidiane.

Fonte: LifeGate.it