La Tromba Marina

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Tra le più spettacolari espressioni attraverso cui l’acqua si racconta a noi, c’è la tromba marina, un impressionante fenomeno atmosferico.
La tromba marina è assimilabile a una tromba d’aria, anche se formata secondo un meccanismo più semplice, che si sposta sulla superficie del mare, di un lago o di una laguna. Come nasce questo fenomeno?

Quando la superficie dell’acqua ha una temperatura elevata (intorno ai 25 gradi), può fornire energia a particolari sistemi nuvolosi, chiamati cumulus congestus. Si tratta di nubi dall’aspetto gonfio, che si sviluppano verticalmente e che possono raggiungere i 6000 m di altezza. La formazione di queste nubi è però strettamente legata alla temperatura dell’acqua, ecco perché le trombe marine si verificano più facilmente sul Mar Mediterraneo e alle latitudini equatoriali. La temperatura elevata fornisce energia all’aria sovrastante, grazie a correnti ascensionali anche molto intense.

Le nuvole a cumulo congesto portano al contrario correnti di aria fredda discendente. Le due correnti d’aria si scontrano, generando moti vorticosi che creano la tromba marina.
Avete mai assistito alla formazione di una tromba marina? Non è così inusuale vederne molteplici formarsi una accanto all’altra. Anche se non raggiungono la forza distruttiva dei tornado, sono sicuramente uno spettacolo affascinante, ma spaventoso! 

Quando si forma, vedrete una nube a forma d’imbuto abbassarsi fino a raggiungere la superficie dell’acqua. All’interno dell’imbuto la pressione è molto bassa, e questo provoca il risucchio dell’acqua che inizia a ruotare vorticosamente, raggiungendo i 100 km/h!

In media durano cinque minuti, ma possono arrivare anche a trenta, dopo di che si esaurisce la risalita di aria calda. Solitamente hanno un diametro di pochi metri, e un’altezza considerevole, fino a un chilometro! 

Evitare di trovarsi in mezzo ad una tromba marina è semplice: basta restare sulle terraferma. O forse no, perché talvolta è possibile che si originino trombe marine dette trombe tornadiche che una volta arrivate sulla terra ferma si comportano come tornado. Tranquilli, è un evento davvero raro!

In realtà basta informarsi sulle condizioni meteo, e non uscire in barca quando le carte sinottiche mostrano chiara presenza di instabilità atmosferica, soprattutto in autunno e tarda estate quando la temperatura sulla superficie dell’acqua è più alta. Oggi sappiamo che le trombe marine sono uno dei tanti modi in cui l’acqua si racconta a noi, ma cosa pensavano i marinai e lupi di mare di una volta? 

Che fossero mostri marini, o opera di Dei arrabbiati o maledizioni, già nel 1867, però, il pirata ed esploratore inglese William Dampier descriveva nei suoi diari la formazione di una tromba marina identificandola come “un piccolo pezzo sfilacciato di nube”. 

La cosa curiosa, però, sono gli escamotage utilizzati nel tentativo di allontanarle o di farle dissolvere: dalle cannonate alle urla, fino al pestare i piedi sul ponte delle imbarcazioni, per mostrarsi coraggiosi di fronte al maleficio. Ma come scrisse uno scettico Dampier, “non ho mai sentito dire che si sia dimostrato di qualche utilità”.