“Pulizie” e tradizioni nel mondo.

Ci avviciniamo a uno dei momenti più attesi dell’anno: le festività natalizie e l’immancabile festa per salutare l’anno passato e dare il benvenuto a quello nuovo. In tutto il mondo ci si riunisce con amici e parenti e ci si prepara a festeggiare e a seguire i riti e i gesti consolidati dalla tradizione. Gesti d’amore, gesti propiziatori, e anche gesti… di igiene! Sì perché la notte di San Silvestro c’è chi mangia cotechino e lenticchie, chi si traveste, chi si veste di giallo e chi… pulisce. In realtà, chi ha in mente di organizzare una festa a casa avrà messo le pulizie in cima alla lista della to do list in vista della festa. E anche in cima alla lista delle cose da fare i primi giorni dell’anno,  quando si fa un po’ di Cleaning Organizer per dire al Natale arrivederci all’anno prossimo, e magari approfittarne per sistemare e regolare i conti in sospeso con qualche cassetto che nessuno sa più cosa ci sia dentro. Un capodanno all’insegna della pulizia, cioè la cosa più naturale del mondo per gli amanti del pulito, perché “pulito” fa parte della cultura e della quotidianità. Riprendiamo il giro intorno al mondo e vi raccontiamo le storie di pulito dell’ultimo dell’anno. Ad esempio, in Danimarca hanno trovato un modo originale di disfarsi di quell’ultimo paio di stoviglie spaiate reduci da un servizio che sta nella credenza inutilizzato: lanciarle contro la porta dei vicini di casa. E il giorno dopo, il più fortunato sarà quello che avrà un cumulo di cocci più alto davanti alla porta. E quindi benvenuto anno nuovo, e benvenute scopa e paletta per sistemare tutto con il sorriso. A Johannesburg, in Sudafrica, ci si libera dei vecchi mobili e dei vecchi oggetti che non si usano più. Un’usanza utile, per entrare nell’anno nuovo letteralmente “alleggeriti” da zavorre inutilizzate. Si potrebbe prendere esempio, ma prima di gettare via, perché non ridare vita a qualche oggetto con un po’ di fai da casa? In Giappone, invece, i festeggiamenti iniziano la sera del 31 dicembre e proseguono fino al 3 gennaio. Un periodo di celebrazioni ma anche di rinascita, che passa attraverso igiene e pulizia: l’ultima notte dell’anno si ascoltano i rintocchi delle campane nei templi buddisti, 108 come i peccati che l’uomo commetterebbe durante l’anno. I giorni successivi si decora la casa con rami di pino, bambù e fili di paglia, posti all’ingresso delle case come rito propiziatorio, e ci si dedica, “redenti”, alla pulizia della casa come specchio della pulizia interiore.