Salutarsi: un gesto, diverse culture.

Gesto quasi universalmente sdoganato, la stretta di mano è una pratica tanto usuale in Occidente quanto insolita in Asia, dove il contatto fisico con sconosciuti non è ben accettato. E se in Thailandia, Cambogia e Indonesia si usa salutare con un inchino e i palmi delle mani uniti uno all’altro, in India, invece, è consentito sfiorarsi i palmi, ma soltanto tra persone dello stesso sesso.

Per i cinesi, limitatamente alle situazioni più formali e con i superiori, una forma di rispetto è quella di prostrarsi a terra, inginocchiandosi fino a toccare il suolo con la fronte. Anche in Giappone, il rito più formale del saluto passa attraverso un inchino, la cui ampiezza e la durata dipendono dalla persona che si sta salutando.

Nelle Filippine, è uso salutare le persone anziane stringendo loro la mano e portandosela alla fronte, con un inchino.

Sono diverse le culture in cui il saluto passa da uno sfregamento: dei nasi, in Oman, solo tra uomini; dei nasi e della fronte nella cultura Maori (“Hongi”); del naso e del labbro superiore sulla guancia o sulla fronte dell’altra persona inspirando nel classico “Kunik”. E chiudiamo con un gesto a prova di igiene: il saluto tradizionale a Tuvalu, nazione insulare polinesiana situata nell'oceano Pacifico a metà strada tra le isole Hawaii e l'Australia, si fa sfiorandosi le guance e respirando insieme!